lug 272010

Un cliente mi ha chiesto di realizzare un lavoro pro-bona, a favore di una comunità: Oasi regina degli angeli a Vairano.

Sveglia all’alba per raggiungere il luogo, immerso in queste campagne un po’ aspre, e desolate, tagliate e ignorate dalla Cassino-Benevento. Sono partito con nel cuore la certezza dell’importanza della mia giornata consacrata agli altri, sono tornato a sera a casa, con la sensazione di aver sprecato una giornata. Ho iniziato a cercare un segno di un dio che conosco, mi sono messo in ascolto per ricevere la forza per leggere e capire ed affrontare ciò che ero chiamato a vivere. Ma non ho visto segni, ne ho sentito nulla. Lui non mi si è palesato.

Mi è stata raccontata la genesi di questo luogo: un prete, una madonna (forse di medjugorje), si sono incontrati su un terreno e al prete è stato affidato il compito di edificare un’oasi, un’oasi di pace, come dice lo slogan su Facebook :

“un oasi di pace immerso in un silenzio meraviglioso dove il rumore è il pensiero a Dio”.

Io in quest’oasi non vi ho trovato la pace, non vi ho trovato segno dell’amore di un Dio nei miei riguardi.

Era proprio quel silenzio che mi turbava, un silenzio vuoto, svuotante; Una sensazione di ordine innaturale e forzata ostentazione del miracolo. Con tutti i simboli possibili, con la ricerca (a mio avviso) maniacale di una bellezza che oggi purtroppo è molto di moda: costruita, organizzata e ostentata e apparente e sterile.

Credetemi, ho sofferto molto, nel vedere che la madonna per fare del bene, per soccorrere gli afflitti, i figli in difficoltà, abbia dovuto o voluto investire così tanto.

Ho sofferto nel vedere che le nostre anima oppresse sentano la necessità di raccogliere l’acqua santa in una bellissima statua di un angelo, ad altezza naturale, in legno scolpito da un artigiano di Ortisei.

Ma le vie del signore sono misteriose e a me incomprensibili.

Ho sofferto nel vedere che alla mensa il fondatore usasse bicchieri e posate differenti da tutti gli altri: ma Gesù non ci ha insegnato ad essere umili, non ha abbracciato la causa dei deboli divenendo il più debole fra i deboli?

Ma le vie del signore sono misteriose e a me incomprensibili.

Ho sofferto, quando ho scoperto che neanche in quest’oasi si è spezzata la  regola sociale secondo la quale i più umili si occupano delle bestie e dei lavori più duri e faticosi, seppure necessari.

Si vede che i disegni divini rimangono per me oscuri e incomprensibili.

Ho sofferto quando, il chierichetto di turno si disperava per ciò che avrebbe potuto dire padre Carmine per un suo errore commesso durante la celebrazione della messa.

Quando sono andato via padre Carmine mi ha detto che per loro rappresentavo un dono, anche io penso lo stesso di questa esperienza. Per me è stato un dono che non so ancora cogliere, sono passati quasi due mesi, eppure mi continuo a chiedere dov’è l’insegnamento, dov’è la prova…. neanche il disegno che ha per me mi è chiaro, anche questo mi rimane oscuro e incomprensibile.

lug 162010

IMG_0699

DORMO IN PIEDI

Quante cose devo vedere
E quante cose passano
Le cose passano..

Quante parole incomprese
Fluttuano nell’aria
Le parole passano
Le parole passano

Dormo da molti anni
Dovrei risvegliarmi

Non mangio più
Dovrei mangiarti
Dovrei farlo

Non rido più
Vorrei rifarlo
Dovrei farlo

Si, lo so tutto passa

Io dormo in piedi
Dormo sempre
Vivo nel sogno perduto

Il giorno è difficile
E poi la notte
Vivo tutti i sogni degli altri

Io dormo in piedi
Dormo sempre
Vivo nei sogni dei folli

Il giorno è difficile
E poi la notte
Vivo tutti i sogni perduti

Quante cose devo vedere
E quante cose passano

Le cose passano..

Quante parole incomprese
Fluttuano nell’aria
Le parole passano
Le parole passano

Dormo da molti anni
Dovrei risvegliarmi

Non mangio più
Dovrei mangiarti
Dovrei farlo

Non rido più
Vorrei rifarlo
Dovrei farlo

Si, lo so tutto passa.
Traduzione di JE DORS DEBOUT di el-ghor
lug 132010

Nel sudore del sonno sognai la mia genesi, erompendo
Per la rotante conchiglia, forte
Come nel trapano muscolo di motore,
Nella visione e nel nervo di ferro.

01

Dalle membra che avevano la misura del verme, respinte
Dalla carne increspata, limate
Da tutti i ferri che sono nell’erba, metallo
Di soli nella notte che liquefa gli uomini.

02

Erede a vene ardenti che contengono la goccia dell’amore, preziosa
Una creatura nelle mie ossa,
Girai il mio globo d’eredità, viaggio
Attraverso l’uomo, in prima marcia, che ha la notte a guida.

03

Sognai la mia genesi e nuovamente morii, shrapnel
Piantato nel cuore in marcia, strappo
Nella ferita ricucita e nel vento che si aggruma, morte
Con museruola sulla bocca che il gas inghiottì.

04

Nella seconda mia morte nitidamente segnai le colline, raccolto
Di cicuta e di stoppie, ruggine
Il sangue mio sui morti raddolciti, a forza
Dall’erba liberandomi per la seconda volta.

05

E alla mia nascita fu contagioso il potere, seconda
Resurrezione dello scheletro e
Secondo vestimento del nudo fantasma. Virilità
Sprizzò da dal ravvivato dolore.

06

In sudore di morte sognai la mia genesi, caduto
Due volte nel mare che si nutre divenuto
Del mare di Adamo stantio finché, visione
Di nuova forza umana, cerco il sole.

07

Poesia di Dylan Thomas


lug 062010

matese

In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude.

da Larosachenoncanto

giu 292010

palinuro

Non so se riuscirò a spiegare pienamente ciò che ho provato partecipando al workshop tenuto da Marianna Santoni e organizzato da photoworld a Palinuro. Una cosa è certa, oggi sono un fotografo un po’ più innamorato del mio mestiere.

In queste due giornate ho incontrato due persone dalle capacità non comuni. La prima è sicuramente Marianna Santoni, di cui non credo possa scrivere nulla che non sia già stato scritto o detto… solo una cosa aggiungo: è una persona dalla disponibilità assoluta (oso dire patologica)  e ve la racconto con un’esperienza diretta.

Sono le 9 del mattino, lei è seduta al tavolo a fare colazione, nella pace e nella tranquillità di quel luogo splendido, io mi avvicino, con la delicatezza di un talebano e le chiedo di spiegarmi un aspetto tecnico che non mi era chiaro. Lei che fa? Mi rispiega con pazienza trascurando la sua colazione….. ma è o no una matta?

Da questo episodio non posso fare altro che riflettere sulla qualità delle persone, a prescindere dalla  loro posizione, capacità, livello di successo. Ero andato lì per imparare qualcosa sulla fotografia, ma evidentemente Marianna aveva anche qualche altro insegnamento da trasferirmi.

Un’altra persona di cui credo che la fotografia campana, e non solo, non possa fare a meno è Ermanno Montuori! Credo sia uno di quegli esempi di imprenditore illuminato che riesce, attraverso la gestione della sua impresa, a produrre benefici per tutto l’indotto nel quale opera. Ne è la dimostrazione  ciò che è riuscito a fare organizzando l’evento WorkImage. In pratica si è sobbarcato la responsabilità di organizzare un’occasione di aggiornamento professionale di altissimo livello qualitativo, per i fotografi campani e non solo. Si è sostituito, e di questo gli sono grato, allo stantio e impolverato direttivo della CNA (a proposito, ma qualcuno di voi è andato a controllare se sono ancora vivi?). Cari colleghi che vi fregiate dei titoli di presidente di segretario di rappresentante della categoria,  ciò di cui ha bisogno la fotografia napoletana, non sono le nostre mostre, di colleghi più o meno bravi, ma di azioni come quelle intraprese da Ermanno, che favoriscono il confronto con altre realtà, che incrementano l’autostima, che approfondiscono le nostre conoscenze, altrimenti rischiamo di invecchiare male e senza qualità.

Il laboratorio Photoworld poi? Ne vogliamo parlare? Sembra quasi arrivato da un altro mondo?

Ma quanti di voi (in Campania) hanno chiesto i profili colore ad un laboratorio, una tipografia o ad un service di pre-stampa e lo hanno ricevuto?

So già la risposta: troppo pochi!

Photoworld addirittura li tiene a disposizione di tutti sul sito…questo è veramente incredibile, questa è la dimostrazione che un’altra via c’è! La stessa che porta alla soddisfazione di un’esigenza di qualità, di rispetto reciproco,  e del miglioramento della qualità generale della nostra vita.

mag 272010

Guardo a terra, la testa bassa, la nuca esposta ad una dolce brezza e la luce del pomeriggio che va a finire si mischia con con i fari del piazzale. La giostra sta per muoversi, siamo pronti o incoscienti ma felici.

IMG_2781-Edit-Edit

mag 212010

Abbiamo lavorato con grande energia sul primo numero di Bonavita Culture magazine 2010, abbiamo posto la nostra attenzione principalmente sullo sforzo che serviva per diversificare il valore dell’immagine in relazione alle tre offerte di stile che l’azienda ha proposto per la collezione. Era necessario però, allo stesso tempo, mantenere il carattere dell’azienda che si pone nel segmento (ammesse tutte le semplificazioni che comportano le sintesi per categorie) dell’alternative style.

Nel Magazine abbiamo previsto alcuni redazionali eccone due: The doll, Ballon.

The doll

Rappresenta l’anima nera, l’aspetto insondato, l’anfratto nel quale si cela l’essenza. Abbiamo provato ad interpretare quella dinamica che porta alla ricerca del limite, passando attraverso gli eccessi più creativi e inconsueti. Attraverso questo processo, a mio avviso, si crea una frammentazione della realtà, trasformandola da insieme fluido e omogenea a fotogrammi singoli e scollegati, a coriandoli di realtà, spesso inconciliabili tra loro. Così abbiamo lavorato solo su uno di questi frammenti, dove niente ha più  un vero valore, niente ha più un peso al di là della pura forma. Ho pensato così ad un ambiente possibile , ma improbabile, con degli elementi assolutamente stonati e senza una logica ne stilistica ne funzionale.

The doll, per me, rappresenta lo svuotamento della sfera del sesso. La  perdita di contenuto primario e primitivo della sessualità. La sostituzione del esercizio di ricerca del limite sul atto sessuale inteso come gesto essenziale e esauriente.

Immagini-161


Immagini-143

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Immagini-212-11

Ballon

Ballon è basato su una percezione visuale leggera, è un capriccio. Un puro esperimento stilistico.

Immagini-019

Immagini-111

Immagini-155

Immagini-285

mag 142010

solitudineAl ritorno dal lavoro, con il suono della giornata ancora nelle orecchie, in faccia il caldo umido e viziato della metro…

Da piazza Garibaldi a Gianturco pochi minuti di sospensione

apr 272010

IMG_0155

apr 132010

Una mattina di marzo, il sole rubato all’inverno che finisce…seiano